Il Re della moda è morto

Non era solo uno stilista, ma un’icona che ha ridefinito l’ eleganza.
La sua visione ha plasmato non solo la moda, ma anche la comprensione dello stile stesso.

Un architetto di sobrietà che ha saputo trasformare l’immagine femminile e maschile con un elemento storico, la giacca.


La giacca, simbolo del patriarcato, veniva così destrutturata, alleggerita dalle sue allegorie e resa raffinata. Ha creato uno stile indiscutibile che ancora adesso è simbolo di eleganza.

Si è occupandosi sino all’ultimo delle sue opere, compresa la sfilata in programma il prossimo 28 settembre all’Accademia di Brera per celebrare i suoi 50 anni di carriera.

Per 50 anni il signor Armani ha fatto sognare, unendo generazioni sparse in ogni capo del mondo. Eppure la sua storia inizia lontano dalla moda.

Nasce a Piacenza l’11 luglio del 1934 e nel 1949 si trasferì a Milano con la famiglia. Si iscriverà alla facoltà di Medicina all’Università degli Studi di Milano per poi abbandonarla.

Iniziò a lavorare presso la Rinascente, a cui dedicherà queste parole:

La Rinascente, che mi aveva assunto, mi ha dato anche la sicurezza in me stesso, sufficiente per lasciarla.

Negli anni Sessanta ottenne il lavoro da designer per lo stilista Nino Cerruti e alla fine degli anni Settanta, al fianco di Sergio Galeotti, presentò la sua prima collezione nella Sala Bianca di Palazzo Pitti a Firenze.

L’anno successivo, 1975, fu fondata la Giorgio Armani Spa e da lì il decollo. Le sue giacche destrutturate conquistarono l’ America, accompagnando le celebrities sui set cinematografici o in campagne pubblicitarie.


Non si limitò al vestire le dive di Hollywood ma creò anche prodotti accessibili alle masse (come Emporio Armani). Inoltre non rimase fermo nel settore dell’abbigliamento ma si estese, dall’arredamento allo sport (Olimpia Milano).

Oltre a questo ha lasciato grandi insegnamenti, una vita piena, raccontata in libri, interviste, video e molto altro ancora.
Una vita unica, iconica, come lui.

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